L’AMBIENTE DEL SALENTO Il profilo geografico Il Salento,noto anche come penisola Salentina e popolarmente conosciuto come “Tacco d’Italia” si estende sulla parte meridionale della Puglia,tra il mar Ionio ad ovest e il mar Adriatico ad est. Da questo tacco, Lecce, oltre ad occupare il posto della “rotella” è il capoluogo della provincia omonima. I confini sono terrestri e marittimi,a nord le provincie di Brindisi e Taranto, mentre a Sud il territorio salentino è costituito dall’estrema propaggine del promontorio Japigio,il capo di Santa Maria di Leuca. L’identikit geografico della penisola salentina ha una configurazione pianeggiante dove si distinguono pochi rilievi collinari nella parte settentrionale (basse Murge) e in quella meridionale (Serra Salentina),il resto si divide tra mare e spiaggia. Il profilo altimetrico conferisce al paesaggio una forma dolcemente ondulata, una sinuosità appena percettibile.Dal punto di vista litologico predominano tra i minerali, il carbonato di calcio e l’ossido di ferro. Il terreno agricolo data la sua permeabilità,favorisce le coltivazioni arboree,consentendo una ripresa dell’attività vegetativa nella stagione primaverile.Dal punto di vista geologico,il territorio salentino è prettamente calcareo,costituito da rocce del pleistocene. Uno degli aspetti caratterizzanti il paesaggio salentino è il fenomeno carsico:con esso si intende il complesso delle azioni esercitate dalle acque meteoriche sui terreni idrosolubili,calcarei (è il caso del Salento) o gessosi,attraverso cui si determinano erosioni superficiali esterne come doline,vore e fenomeni erosivi sotterranei,come caverne e trafori (le Grotte di Castellana ne sono l’esempio più eclatante in Puglia). La zolla calcarea,disposta a strati di spessore variabile ricoperto generalmente da tufi e cartari,è formata da rocce compatte del cretaceo superiore.In alcune zone, particolarmente nella parte settentrionale della provincia leccese,lo strato superficiale è rappresentato dalla notissima “pietra leccese”. IL CLIMA
La penisola salentina,essendo protesa nel mare,è caratterizzata da un clima umido. L’umidità non si traduce in precipitazioni ma determina un alterazione della temperatura percepita:le stagioni estive sono particolarmente afose (con valori massimi in alcune località,superiori ai 40 gradi) mentre le stagioni invernali sia pure molto miti appaiono gelide soprattutto per la presenza di vento.  PAESAGGIO, FLORA E FAUNA Il paesaggio salentino presenta molti elementi caratteristici. La varietà erbacea è più diffusa della specie erborea; si manifesta nei mesi primaverili ed estivi,quando il verde intenso del frumento viene ricoperto dal rosso acceso dei papaveri,al giallo dei crochi ranuncoli e margherite,la vegetazione arborea invece, e per lo più costituita da distese di ulivi secolari,dai tronchi contorti e di grandi dimensioni. Crescono bene, inoltre,il pino marittimo insieme con la palma ornamentale che conferisce al paesaggio un tono orientaleggiante,il ficodindia (che cresce spontaneamente sia all’interno che lungo la costa),i melograni,le mele cogne, il mandorlo,i dolcissimi fichi.  Durante l’estate il colore sanguigno della terra diventa protagonista con il verde della macchia mediterranea. Le bacche policrome annunciano poi l’autunno ed il successivo inverno.La proprietà terriera è suddivisa in piccoli appezzamenti separati dai tipici “muretti a secco”.Rare per la caccia spietata le volpi e le lepri.Numerose le allodole,le gazze e le rondini.In via di estinzione i gufi e le civette. Anche le api,una volta numerose si sono ridotte.Per quanto concerne la fauna del Salento vi si possono annoverare numerose specie di uccelli quali le gru,l’airone grigio nonché numerose specie di rettili,come lucertole e gechi,di mammiferi,quali ricci e di antropodi quali scorpioni e tarante.     LA POPOLAZIONE Fino agli inizi del secolo, gran parte delle zone interne erano paludose e malariche,con una densità di popolazione molto bassa,se si escludono i centri abitati.Oggi,ben 97 comuni,oltre a numerose frazioni costituiscono i “nidi” di un caratteristico e sorprendente alveare.Si ha infatti,un centro abitato ogni 18 km quadrati di superficie. Alcuni di essi non raggiungono neppure i 5000 abitanti e soltanto l’1,06% supera i 30.000 abitanti. Distribuiti nei diversi centri,ma accomunati da un’unica spiritualità vivono i salentini,descritti cosi da Giacomo Arditi, storico locale dell’800:“di media statura,bruni con occhi e capelli neri,simpatici,cordiali ed eloquenti. Amano la festa e la musica e sono,nei loro modi,spicci e brillanti. Passionali e fanatici per la loro terra natale,sdegnano di allontanarsene;facili all’ira, facilissimi alla calma, molto impegno, poca pazienza”. |