
|
LA CARTAPESTA
Tra le elaborazioni manuali che permettono alla carta di raggiungere effetti di plasticità si annovera la cartapesta. Unanimamente è ormai associata a Lecce tanto che le si riconosce il ruolo di capitale di un ideale regno, che condivide con l’originale barocco.
Laboratorio Giuseppe De Tommasi - Via dell’Aquilone, 11 - Giorgilorio, Surbo, Lecce
CENNI STORICI
Secondo gli ultimissimi e fortunati ritrovamenti epistolari,trova credito un’influenza proveniente da Napoli dove,dall’inizio del ‘600 e per tutto il ‘700,furono attivi numerosissimi maestri cartapestai,particolarmente provetti ad assecondare l’esigenza della città di dotarsi di apparati effimeri, illusori,capaci di simulare la realtà,soprattutto in occasioni di feste e di eventi memorabili,esigendo macchine ed apparati scenografici di cartapesta. Accanto all’esuberanza decorativa di ogni elemento d’arredo d’impronta barocca,trionfò la cartapesta che, al pari del repertorio lapideo,colmava il bisogno di suscitare fede nei cittadini.Sopratutto ai cartapestai,prestigiatori con la carta,si chiedeva di dare forma e consistenza a statue di Santi,di Cristi,di Madonne,capaci di “toccare” il sensibile cuore dei fedeli e di infoltire il paradiso in terra.In effetti,quale materiale rispondeva all’intima e diffusa esigenza di immaginare il paradiso,se non la cartapesta? Più del legno si modellava al disegno dell’ideatore,ne assecondava l’espressioni desiderate ed imitava i materiali più preziosi;rispetto alle statue lignee,quelle in cartapesta risultavano più mistiche e più leggere per essere trasportate durante le scenografie e processioni sacre. La colorazione,poi,rendeva la statua stessa viva e quasi reale.
PROCEDIMENTI TECNICI
Stabilita la misura della statuetta,con il filo di ferro grosso si realizza la sagoma del corpo,la cosiddetta anima,che si riveste con “lana” di legno,del tipo ricciolina fermandola per mezzo di giri di spago sottilissimo (filo di canapa), provvedendo nel contempo,a modellarla e ad imprimerle l’atteggiamento voluto.Così abbozzato,il manichino riceve un primo strato di carta imbevuta di colla che si lascia indurire.Successivamente,sul busto si innestano la testa,i piedi e le mani,plasmati con la creta e realizzati con gli stampi dallo stesso statuario che deve sapersi preparare i calchi in gesso.Spesso i calchi si tramandono per intere generazioni.Dopo di che,il cartapestaio diventa il sarto del manichino:lo riveste con diversi fogli di carta,caratteristica per il colore grigiastro e per il basso contenuto di cellulosa,incollandoli uno sull’altro con colla di farina a cui aggiunge un pizzico di solfato di rame che respinge i tarli e che,in gergo dialettale,si chiama ponnula.Con tocchi sapienti e pressioni della mano,il cartapestaio modella le pieghe o aggiusta la posizione del manichino affinché assuma il più possibile un movimento naturale. L’essiccazione all’aria,meglio al sole,segue la focheggiatura,operazione che crea sulla superficie cartacea uno strato carbonificato (ulteriore difesa contro i tarli),effettuata mediante lunghi cucchiai arroventati,di forma curva,piatta,ovoidale,con cui si fissano le giunture della carta o le pieghe che hanno subito imperfezioni nell’asciugarsi.Segue l’ingessatura in cui gli strati di gesso si lasciano asciugare molto bene, prima che il cartapestaio proceda alla levigatura delle superfici,utilizzando un tipo sottile di carta-vetro. Con la colorazione effettuata con tempere,colori ad olio, si completano le operazioni tecniche che hanno consentito di creare la statua.
Laboratorio Mina Natali - Copertino, Lecce - deagostiniedicola.it
L’ARTE DELLA CARTAPESTA
Straordinarie forme plastiche che nascono da materiali poveri,scarti che a prima vista non avrebbero futuro.La magia della cartapesta leccese sta tutta qui,nella “perizia” dei maestri nel manipolare, insieme alla vecchia carta fil di ferro,paglia,stracci,colla e gesso per far nascere composizioni dalle forme e dai colori stupefacenti.Grazie ad una riscoperta di valori salentini ed anche al filone del turismo,le botteghe di cartapesta sono tornate ad occupare i posti del centro storico di Lecce, dove non è possibile vedere gli artigiani al lavoro. Oggi,accanto alle statue che riproducono soggetti sacri (figure di Santi anche a grandezza naturale) e tutti i personaggi del Presepe,gli artigiano producono anche bambole,oggetti di arredamento,maschere, giocattoli,fino a minuscoli souvenir.Forti di una tradizione unica,i geniali cartapestai leccesi sanno guardare al futuro.
Laboratorio Giuseppe De Tommasi - Via dell’Aquilone, 11 - Giorgilorio, Surbo, Lecce
Alcuni testi sono tratti da “Artigianato nel Salento” Rosella Barletta
|
![]()
©2008-2011 Copyright Salentoviaggi2000-è vietata la riproduzione
Salentoviaggi2000 di Sandra Gaetani,Via San Vincenzo 86 - Martano (LE)
Studio di promozione turistica pubblicitaria - P.I:04214940753
info@salentoviaggi2000.com
Powered By Emanuele Parrotto & Alessandro Parrotto Global Service