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Qui le mie giornate sono piene,tranquille, e s’allungano come niente in nottate serene Il cielo è sempre chiaro in questo posto, ha una luminosità persino ammiccante, le stelle sono vicinissime, l’aria è profumata, è tremenda complice,un’amante inafferrabile,di questo mare che,da sempre, insegue sempre se stesso. (Antonio L.Verri)
E qui,se mai verrai,l’estate quietamente si sfanno obelischi e cattedrali come sortilegi consumano in esilii avventurosi. Prossimi alle scogliere noi Parleremo del Sud,dell’Europa, dell’uggia e del campo di tabacco che avanza in bilico tra noi e il mondo. (Vittorio Fiore)
La gente,qui,ha il colore del mare, ha l’andatura di un’onda, il cuore negli occhi, un corpo azzurrato,perfetto… è stupenda questa gente..anche nel dolore, anche quando urla,quando impreca…: questa gente ha l’umore di questa terra, cresce con essa,ad essa confida i suoi mali, le sue gioie,i suoi dubbi,le sue ondulate tristezze…
I paesi,qui,parlano con le campane, con le campane si annuncia un po’ tutto – e il suono spande la sua ombra su distese di fieno e due vecchi sulla chiesa sono una carezza d’infinito: l’infinito si può scovare dappertutto in questo posto, e ogni cosa, ogni persona, ha un suo particolare stupore,dolore… Succede così anche a me…(Antonio L.Verri)
Questi soliti ulivi…Ormai s’è persa una pena del sangue nella loro devastazione – al sole – che fa cenare e miseria:s’abbarbicano al nudo sasso,la terra estorcono ai contesi pascoli,tramortiscono il furore del giorno nella verde irresistenza del flusso in cui s’adempiono.
Bandiere di luce lente oscillano nel cielo senza pietà del mondo – e interinata la pianura s’obliqua e si frastaglia contro ogni senso… (Vittorio Pagano)
L’amore era una lettera trovata nel tronco di un olivo;l’amicizia il capello spaccato in due,soffiato nel vento;e la morte il dente che si serba per il giorno del giudizio.
Qui c’erano accademie e monaci sapientissimi: o città gloriose di sporcizia e abbandono! Nel mattino senz’uomini allattano i figli le donne sulle porte o lungamente si pettinano. E che neri capelli,che capelli che non finiscono mai, fra quelle bianche case con le file di zucche gialle sulle cornici. Su un mucchio d’immondizie un gatto feroce rosicchiava una lisca madreperlacea guardando avvicinarsi il forestiero con due occhi terribili.(Vittorio Bodini)
Meridionalità, stella polare, aratro abbandonato,oliva nera, rosario appeso a un chiodo d’oltremare, alte foglie di tabacco e Barocco,barocco d’angeli per nascondere il pianto silenzioso dei Morti-di-scirocco fra il manto di pietra. (Ercole Ugo D’Andrea)
Fonte:(Qui,se mai verrai..il salento dei poeti-Fondo Verri) |
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