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TRA NASSE E “FISCELLE”,IL GIUNCO
Il segreto dei pescatori gallipolini è nelle nasse;sono vere e proprie gabbie,depositate sui fondali per catturare il pesce,che dopo esservi entrato,rimane intrappolato.Il segreto di ogni buona nassa è il giunco con cui abili mani,creano queste straordinarie campane seguendo tecniche tramandate di generazione in generazione. La materia prima ossia la canna palustre,insieme ai rami d’olivo,serve per realizzare i panari,i panieri,con un solo manico,e le caniscie o ciste o panare,le ceste,alte e tondeggianti con due manici all’orlo,di diversa grandezza. Sopravvivono oggi,pochissimi artigiani del giunco,soppiantati dalle cineserie che,pur invadendo i mercati da sempre,oggi sono ancora più concorrenziali. Di giunco,molto più flessuoso della canna,sono le fische,fiscelle,usate per deporvi la ricotta fresca;le giucate a forma di stuoia arrotolata,adoperate per contenere l’omonimo formaggio a base di latte rappreso.Il segreto di ogni buona “fiscella” è nel giunco. L’intreccio è molto stretto,perché deve lasciar passare soltanto liquido,il risultato rappresenta rotondissimi cestini usati per la squisita produzione casearia delle masserie salentine.
Nel corso degli anni,il giunco è stato usato anche per la produzione di cesti (le salentine “sporte”). Con la stessa tecnica,ma usando giunchi per consistenti,si producono i panari,usati per la raccolta delle olive e per una serie di incombenze in campagna.Mentre le sporte di giunco sono praticamente introvabili,i più solidi panari non si sono lasciati sopraffare:li vendono ancora quei pochi artigiani che li producono nei mercatini di tutta la provincia,in particolare a Bagnolo,Acquatica del Capo,Botrugno,Castrì,S.Donato e Taviano. Il colore di questi oggetti utili,anche se umili,resistenti benché leggeri,con un’intrinseca bellezza,è quello originario;del resto il giunco e la canna,lisci e per nulla porosi,sono insofferenti alle tinte. Ad una diversa elaborazione dell’arte dell’intreccio,molti salentini si dedicano in prossimità della Domenica delle Palme,confezionando caratteristici panierini, croci e forme fantasiose ottenute con l’intreccio,appunto,delle foglie più tenere,non inverdite dalla clorofilla,della palma. A Lecce,si acquistano tradizionalmente alla “fiera di S.Lazzaro” che si svolge nelle adiacenze dell’omonima chiesa,il sabato precedente la citata Domenica.
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