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IL FERRO BATTUTO E IL RAME
Pur essendo priva di risorse metallifere,la provincia di Lecce annovera una caratteristica,quasi autonoma, per la produzione di ferri battuti di apprezzata qualità,che ha avuto momenti di fervore durante la lunga stagione barocca manifestatasi non soltanto nel capoluogo,ma anche in quei comuni dove lo stile architettonico ebbe tangibili consensi. Agli artisti del ferro,in particolare nel periodo barocco,si chiede di adeguare appositamente all’architettura locale,cancellate,ringhiere per balconi,grate per finestre,picchiotti,maniglie,lumiere,lampadari,candelieri,oltre ad una vasta campionatura di accessori per gli interni,sia delle costruzioni sacre,che di quelle civili.Dopo un lungo torpore,l’arte del ferro riapparve tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo quando,almeno a Lecce,si registrò una prima espansione dell’agglomerato urbano,in linea con gli interessi speculativi della borghesia imprenditoriale,occupando le nuove zone residenziali lungo i viali extraurbani. Sulle facciate delle ville e dei palazzi signorili si profuse lo stile “Liberty”:una combinazione eclettica di accenti esotici,moreschi,medioevali e gotici. L’enfasi edilizia permise di riaccendere le forge e di rendere nuovamente risonanti di operoso fervore le botteghe in cui si modellarono le decorazioni sinuose e floreali dei citati palazzi e, soprattutto,prese forma l’arredo urbano di quel periodo.In anni a noi,Antonio D’Andrea,ha saputo portare il ferro ad espressione d’arte,infondendo nella materia,di per sé fredda,un’impronta di grazia e di calore,una profonda carica di lirismo. Da alcuni anni,i designers mostrano di apprezzare le qualità intrinseche del ferro battuto,accostandolo ad altri materiali quali il legno e la pietra. Ne vengono fuori oggetti e composizioni d’arredo,per interni e per esterni,in cui si stima non soltanto il gradevole equilibrio tra materia e forma,ma un’originale e nuova funzionalità.Vi sono,poi,artigiani che col ferro modellano guerrieri,velieri,figure fantasiose,accartocciate,bucherellate,intrise di leggerezza che stanno a dimostrare quanto la possibilità della materia prima non si esaurisce negli oggetti di uso esclusivamente pratico.
Decorazione di ferro battuto Orologio in ferro battuto
PROCEDIMENTI TECNICI
Il fabbro modella il ferro,reso duttile e incandescente dal fuoco alimentato col carbone,sistemato in una forgia,poggiandolo su di un incudine ed usando esclusivamente il martello.Segue il disegno del manufatto da realizzare,abbozzato sulla carta,modificando,annullando,alleggerendo durante l’esecuzione,secondo l’intima fantasia ma,soprattutto tenendo conto delle proporzioni. Parente povera del ferro è la latta o banda stagnata con cui si modellano,ma in quantità molto modeste,oliere,lanterne,grattugie,annaffiatoi,e formine per dolci tradizionali,ammantati di semplice,umile bellezza. Un’altra lavorazione che necessita del fuoco è rappresentata dal rame,quel metallo lucente,tendente al rosso,che si lascia dilatare per essere plasmato fino a che non prende la forma voluta.
Rispetto all’ottone con cui si sono realizzati oggetti di pregio,considerati “nobili” al pari dell’oro e dell’argento,il rame generalmente ed erroneamente è stato giudicato un materiale inferiore perché destinato a costruire oggetti,legati piuttosto alla civiltà rurale come il paiolo che si appendeva sotto il camino,i lumi a petrolio con i boccacci in vetro di diverse modulazioni,le caldaie,le schiumarole e i vari mestoli.Tuttavia,il rame per un fascino di intrinseca preziosità,è stato preferito dagli orafi che ricavavano monili,reliquiari,copertine di messali,bruciaprofumi nonché dagli artisti in genere,che se ne sono serviti come supporto agli smalti,per composizioni decorative e per incidere l’acquaforte.Gli strumenti di lavoro sono quelli di sempre,incredibilmente semplici:stanga e martello con cui si danno colpi calibrati,ritmati,precisi. Tra i manufatti che continuano a modellarsi,ricordiamo la quatara o fersura,una pentola col bordo arrotondato e col manico di ferro che si appendeva alla catena del camino.
Tuttora col rame si producono pezzi di un certo impegno artistico,pannelli decorativi sbalzati,utilizzati per arredare locali pubblici e ambienti privati:una diversificazione necessaria che ha garantito agli artigiani del rame la sopravvivenza,la continuazione della tradizione,il perdurare dell’abilità manuale nonché l’estrinsecazione delle possibilità creative.
Fonte: “Artigianato nel Salento” Rossella Barletta |
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